Il primo camperista

I dizionari moderni definiscono il caravan come un “veicolo attrezzato con alloggi”, oppure “veicolo ricreazionale attrezzato per il campeggio durante il viaggio”. In realtà le prime carovane sono state utilizzate per scopi pratici piuttosto che ricreativi; ad esempio, per fornire riparo ed alloggio a persone che viaggiavano. Essi potevano essere artisti in cerca di un pubblico, artigiani in cerca di clienti distanti o, semplicemente, viandanti in cerca di nuova dimora.

In Europa, attorno al 1810, furono costruiti carri per il trasporto di persone e merci nei quali si potesse anche vivere. Essi sono stati utilizzati in Inghilterra da ambulanti ed artisti circensi dal 1820; ma solo gli zingari hanno cominciato a vivere in caravan (vardos) dal 1850.

Andando ancora indietro nel tempo, a partire dal 1745 circa un carro coperto fu utilizzato dai bianchi che viaggiavano verso il nordamerica per insediarsi in quelle terre. Tale veicolo, un caravan a tutti gli effetti, era equipaggiato con parti in cui abitare, oltre ad essere un mezzo di trasporto per gli occupanti, rifornimenti ed attrezzature.

In Canada i primi camper furono costruiti sui telai automobilistici a partire dal 1910 circa. Nel 1920 la presenza di RV (Veicoli Ricreazionali) era già ben consolidata negli Stati Uniti, nonostante le strade non asfaltate e la scarsità di strutture ricettive.

All’inizio del secolo scorso negli Stati Uniti la Ford, grazie al modello T, fu artefice della motorizzazione di massa. Ecco, quindi, come potevano presentarsi i primi camper, proprio su meccanica Ford T:

 

o in quest’altro modo:

 

Altri modelli analoghi, molti su meccanica Ford T:

 

Un modello di camper – se così possiamo definirlo – è quello sotto raffigurato. Si tratta di un modello costruito in un unico esemplare nel 1938 detto “Pribil Housecar”, a forma di goccia; equipaggiato con un motore 4 cilindri da 30 CV, ospitava 8 persone sedute e disponeva di 3 posti letto.

Nel 1951 il costruttore francese di camper “Notin” (tuttora sul mercato) realizzò un veicolo su telaio Renault. Il motore a benzina di 2300 cm³ sviluppava 46 CV a 2800 giri, con cambio a 3 rapporti. A volte era necessario innestare la prima per salire in collina, dato il peso del camper. L’aspetto molto moderno, unito a numerosi servizi accessori presenti nei camper attuali, ne fanno un precursore dei modelli semi-integrali.

Sempre all’inizio degli anni ’50 il costruttore francese Pierre Digue – in attività dal 1950 al 1989 – realizzò un altro veicolo sullo stesso telaio Renault (il Goelette era anche noto come “Renault 1000 kg”). Il modello era chiamato “Passe – Partout” e, per l’assenza di elementi di separazione tra motrice e cellula abitativa, può essere considerato uno dei precursori dei camper integrali o motorhome.

Più o meno nello stesso periodo venne proposto il Westfalia, un nome storico nella produzione di camper. Il modello realizzato partendo dal Volkswagen T1 è il seguente:

L’azienda tedesca a partire dal 1951 sviluppò un proprio modello di Camper: fu trasformato un piccolo furgone prodotto dalla Volkswagen, creando un interno con quattro posti letto.

In Italia la ditta Arca produsse nel 1961 il modello Noè:

e, da allora, iniziò ad essere un punto di riferimento nella produzione di camper in Italia. Ecco un esemplare del 1968:

Fino ad arrivare ai giorni nostri in cui l’estetica assomiglia alla seguente (si tratta di un camper americano):

Infine, un modello di lusso – che si fatica a definire “camper” – e che difficilmente capiterà di incontrare sulle nostre strade. Può un veicolo del genere rappresentare lo spirito del camperista, amante della natura, della libertà, della genuinità? Di fronte a questa esagerazione – riportata per curiosità – la carrellata finisce, con la consapevolezza che così tanti veicoli strampalati sono stati costruiti ed utilizzati, che diventerebbe impossibile riportarne soltanto una piccola parte. Il mondo del camper è frutto anche di fantasia, di mezzi di fortuna, di adattamenti, di veicoli unici. Questa pagina è da considerarsi in costruzione, destinata ad arricchirsi di qualsiasi stranezza la mente umana abbia concepito per il proprio ed altrui divertimento.